La bottiglia di plastica è in molti casi un prodotto inutile, che in molti Paesi è stato addirittura deriso fino a tempi recenti: perché pagare per qualcosa che si può avere praticamente gratis?
La pubblicità aggressiva e l’influenza proveniente dall’estero hanno fatto sì che, nell’arco di 10 anni, il trend cambiasse e venisse consumata l’acqua imbottigliata in gran quantità. Molte bottiglie di piccole e medie dimensioni (fino a 1,5 litri) sono fatte di plastica PET e ciò può costituire un problema da un punto di vista sia sanitario che ambientale. Analizziamo le problematiche (e qualche vantaggio) che sorgono dalle bottiglie di plastica e vediamo quali possono essere le alternative alle bottiglie di plastica.
GLI SVANTAGGI DERIVANTI DALL’UTILIZZO DI BOTTIGLIE DI PLASTICA
Salute
La plastica PET (polietilene tereftalato – materiale presente nella gran parte delle bottiglie in plastica) può rilasciare nell’acqua piccole quantità di antimonio, elemento utilizzato nella produzione del PET. Le ricerche hanno dimostrato che la migrazione dell’antimonio può aumentare a temperature elevate e quando l’acqua rimane a contatto con la plastica per periodi prolungati. Gli studi disponibili indicano tuttavia che, per le bottiglie PET prodotte secondo gli standard previsti, i livelli di migrazione restano al di sotto dei limiti stabiliti dalla normativa europea.
Contrariamente a quanto viene talvolta riportato, la plastica PET utilizzata per le comuni bottiglie d’acqua non contiene BPA (bisfenolo A). Il BPA è stato utilizzato in altri tipi di plastiche e resine destinate al contatto alimentare. Nel dicembre 2024 la Commissione europea ha inoltre adottato il divieto dell’impiego del BPA nei materiali destinati a entrare in contatto con alimenti e bevande, con periodi transitori previsti per la maggior parte dei prodotti.
Ambiente
Le bottiglie in plastica determinano conseguenze negative sull’ambiente sia direttamente che indirettamente.
Il consumo energetico
Il consumo energetico si presenta in diverse fasi della produzione delle bottiglie in plastica. Le materie prime utilizzate per la produzione del PET derivano principalmente da fonti fossili; energia viene inoltre impiegata per la produzione delle bottiglie di plastica e per il loro riempimento d’acqua. Non dimentichiamoci del trasporto fino ai negozi e successivamente al luogo finale di consumo.
Per ottenere lo stesso risultato, laddove l’acqua di rete sia potabile e di buona qualità, basterebbe aprire il rubinetto della nostra cucina e, così facendo, contribuiremmo a diminuire il consumo energetico legato alla produzione, all’imbottigliamento e al trasporto dell’acqua confezionata.
Impronta di carbonio
L’entità dell’impronta di carbonio viene determinata considerando le emissioni generate lungo il ciclo di vita di un prodotto, che nel nostro caso è rappresentato dalla bottiglia di plastica.
L’impronta ambientale dell’acqua in bottiglia è determinata dalla produzione del contenitore, dall’imbottigliamento, dal trasporto e dalla gestione del prodotto a fine vita.
Anche il riciclo della plastica rimane una questione importante. Secondo i dati Eurostat più recenti, nel 2023 nell’Unione Europea è stato riciclato il 42,1% dei rifiuti da imballaggi in plastica, rispetto al 38,2% del 2013.
Preferire l’acqua del rubinetto, quando sicura e disponibile, permette di evitare la produzione e il trasporto delle bottiglie monouso e può quindi contribuire a ridurre l’impatto ambientale legato al consumo quotidiano di acqua confezionata.
Rifiuti
Il consumo di acqua in bottiglia comporta la produzione di enormi quantità di contenitori e imballaggi.
Secondo Eurostat, nel 2023 ogni cittadino dell’Unione Europea ha prodotto in media 35,3 kg di rifiuti da imballaggi in plastica. Di questi, 14,8 kg per abitante sono stati riciclati. Complessivamente, il 42,1% dei rifiuti da imballaggi in plastica prodotti nell’UE è stato riciclato.
Il riciclo è quindi fondamentale, ma non risolve completamente il problema. Ridurre il consumo non necessario di bottiglie monouso e scegliere, quando possibile, contenitori riutilizzabili rappresenta un’altra possibilità per diminuire la quantità di rifiuti prodotti.
Denaro
I prezzi dell’acqua imbottigliata e dell’acqua di rubinetto variano in tutta l’UE e nel resto del mondo. Ovunque la differenza tra le due categorie può essere molto elevata.
Nel prezzo dell’acqua in bottiglia, infatti, non paghiamo soltanto l’acqua, ma anche la produzione del contenitore, l’imbottigliamento, l’imballaggio, il trasporto, la distribuzione e la commercializzazione.
Si tratta di uno degli esempi più interessanti di come il marketing sia riuscito a creare un mercato enorme intorno a un prodotto che, in molte aree, è disponibile direttamente dalla rete idrica a un costo decisamente inferiore.
Società
L’industria dell’acqua in bottiglia è spesso accusata di commercializzare e privatizzare un bene comune, come dovrebbe essere l’acqua. Sono molteplici i soggetti e le organizzazioni di tutto il mondo a chiedere che sia tutelato l’accesso all’acqua come bene essenziale. Problemi e conflitti sono già stati sollevati nei Paesi in cui le fonti d’acqua sono state esaurite o privatizzate.
Il film documentario Tapped mette in luce proprio queste problematiche.

I VANTAGGI DERIVANTI DALL’UTILIZZO DI BOTTIGLIE DI PLASTICA
Aree di crisi
L’acqua in bottiglia rappresenta una fonte essenziale di acqua potabile in tutte quelle zone colpite da calamità naturali o da altri tipi di crisi (guerre, interruzioni o inesistenza dell’acqua di acquedotto…).
Aree con scarsa qualità di acqua di rete
Ci sono aree in cui l’acqua del rubinetto non soddisfa i parametri sanitari. In mancanza di altre soluzioni a questo problema, l’acqua in bottiglia può costituire l’unica scelta.
In questi casi la priorità deve naturalmente essere la disponibilità di acqua sicura da bere.
A portata di mano
Purtroppo, il fatto di poter avere l’acqua sempre a portata di mano rappresenta uno dei principali fattori per i quali viene comprata l’acqua in bottiglia (anche se le industrie non lo ammetterebbero).
Viviamo in una società dinamica e mediamente ciascuno di noi è estremamente attivo nella quotidianità. L’acquisto di acqua in bottiglia ci consente facilmente di soddisfare la sete ogniqualvolta sentiamo il desiderio di bere; mentre riempire delle bottiglie riutilizzabili con l’acqua del rubinetto richiede sicuramente un maggiore sforzo, anche da un punto di vista organizzativo.
Ma la consapevolezza di tutti quelli che sono gli aspetti negativi che interessano l’acqua in bottiglia dovrebbe sensibilizzare affinché sia superata questa sorta di “pigrizia”. La “ricomparsa” di fontane e la presenza dei movimenti sociali che stimolano a bere l’acqua dal rubinetto dovrebbero costituire un aiuto in tal senso.
Abbiamo visto che l’acqua in bottiglia presenta anche alcuni aspetti positivi e non solo negativi. Ecco perché la nostra intenzione non è quella di opporsi in assoluto, ma piuttosto quella di ridurre l’acquisto inutile ed eccessivo di bottiglie d’acqua.
L’acqua in bottiglia deve svolgere la sua funzione essenziale: dovrebbe essere distribuita nelle zone di crisi, o comunque laddove rappresenta l’unica scelta possibile. Contrastiamo invece la produzione di massa e il consumo non necessario di acqua in bottiglia, che sono anche la conseguenza della domanda di un prodotto alimentata dal marketing.

SOLUZIONI: LE ALTERNATIVE ALLE BOTTIGLIE DI PLASTICA
Bottiglie di plastica riutilizzabili
Numerose borracce sono fatte di plastica solida. Esse rappresentano sicuramente una scelta migliore rispetto all’utilizzo continuo di bottiglie PET monouso, sia dal punto di vista della quantità di rifiuti prodotti, sia dal punto di vista finanziario, in quanto favoriscono il consumo di acqua del rubinetto.
Tuttavia, occorre ancora sottolineare come per la loro fabbricazione venga impiegata energia e come il riciclaggio delle materie plastiche rimanga un aspetto da considerare.
Alcune plastiche utilizzate in passato per contenitori alimentari riutilizzabili potevano contenere bisfenolo A (BPA). Come abbiamo visto, nel dicembre 2024 la Commissione europea ha adottato il divieto dell’impiego del BPA nei materiali a contatto con alimenti, sulla base della più recente valutazione scientifica dell’EFSA. Il divieto comprende inoltre altri bisfenoli considerati nocivi per il sistema riproduttivo ed endocrino.
Bottiglie riutilizzabili in alluminio o acciaio
Anche se l’industria del metallo comporta un intenso consumo di energia, le bottiglie riutilizzabili in metallo possono rappresentare una valida alternativa alle bottiglie di plastica. Il metallo è robusto e permette quindi una lunga vita alle bottiglie, soprattutto quando vengono utilizzate ripetutamente per molti anni.
Come per tutti i contenitori destinati a entrare in contatto con bevande, è comunque importante scegliere prodotti conformi alle normative vigenti e utilizzarli secondo le indicazioni del produttore.
Bottiglie in vetro
Una bottiglia di vetro normale può essere un’ottima soluzione per sostituire le bottiglie di plastica, in quanto è riutilizzabile e consente di bere regolarmente l’acqua del rubinetto.
Il vetro può essere riciclato ripetutamente senza perdere le sue proprietà intrinseche ed è un materiale praticamente inerte, caratteristica particolarmente importante per il contatto con alimenti e bevande.
Il problema più grosso consiste nel fatto che le bottiglie di vetro normali possono rompersi. Esse sono relativamente fragili e non hanno alcuna protezione particolare contro gli urti: per questo motivo sono più adatte a un utilizzo stazionario e richiedono una certa cautela durante il loro utilizzo.
Flaska
La bottiglia Flaska rappresenta una possibile soluzione per la salute, per l’ambiente, per i costi e per i problemi che derivano dall’acqua in bottiglia.
È fatta di vetro e abbiamo visto che questo materiale presenta caratteristiche particolarmente adatte al contatto con l’acqua potabile; inoltre, può essere riciclato ripetutamente senza perdere le proprie caratteristiche.
Flaska aiuta a bere l’acqua del rubinetto e contribuisce così a ridurre il ricorso alle bottiglie di plastica monouso e i relativi rifiuti.
Flaska è dotata di una cover speciale, che la protegge dagli urti, dai raggi della luce solare e dalla temperatura esterna. Essa è composta da un vetro solido (due formati – 0,5 l e 0,75 l) che riduce la possibilità di rottura. Le bottiglie Flaska sono ideali per le persone attive e possono anche essere utilizzate durante l’attività sportiva. Ovviamente dobbiamo avere la consapevolezza del fatto che si tratta pur sempre di vetro, che si può rompere in situazioni estreme.
La sua cover svolge anche una funzione psicologica, perché con i suoi colori vivaci ci ricorda di bere l’acqua.
E non dimentichiamo un ulteriore valore aggiunto: Flaska è la bottiglia dal vetro programmato, che struttura l’acqua!


